Resuscitare una chitarra – Parte VII

29 Jun

Durante questa fase, e più in generale durante le verniciature in genere, ho imparato che la verniciatura può esaltare un buon lavoro o peggiorarlo, ma raramente migliorarlo.

Iniziamo a incartare le parti che non vanno verniciate. Tastiera e ponte che essendo in palissandro non necessitano di vernice e la rosetta.

Rivestimento nastro
Con un taglierino di precisione ho intagliato il nastro attorno alla rosetta:

Nastro su Rosetta

Nastro Rosetta

Sembra un lavoro ben fatto. In realtà mi sono reso conto che il nastro isolante non va bene, in quanto nelle giunture, quando il nastro si sovrappone o si congiunge, la vernice penetra e macchia comunque la rosetta. Ci vuole perciò un unico pezzo di plastica adesiva.

Per l’effetto sunburst (sfumato) ho usato dei mordenti naturali e tamponi di lino riempiti di cotone:

Piuttosto che spiegare il procedimento a parole, ne ho fatto un video:

Una volta che il corpo è asciutto lo ricopriamo con della gomma lacca a tampone.

I procedimenti appena esposti sono anche accennati qui.

Questo è il risultato.

IMG_1180

Una volta asciugato il top, lo proteggiamo con carta e nastro di carta e verniciamo il resto con vernice all’acqua. Ho usato una vernice opaca in quanto, essendo una classica convertita, molti inestetismi erano non erano altrimenti mascherabili. In caso contrario avrei preferito vedere il legno attraverso una vernice trasparente.

IMG_1184

 

Verniciata e montata:

Finished Guitar

 

Seguono adesso delle piccole regolazioni: Altezza ponticello tasti da limare ecc ecc.

Presto aggiornerò questo post con un video con la “prova su strada”!

Renzi come Berlusconi o come Craxi?

10 Feb

Si dice troppo spesso che Renzi è l’erede di Berlusconi. E’ una considerazione piuttosto ovvia e ci sono delle altre congetture che si possono fare, mettendo insieme alcuni punti.

Torniamo indietro di qualche anno e ripercorriamo sommariamente la storia politica di Forza Italia che coincide con quella del suo leader.

Forza Italia non è un partito nato da ideologie filosofiche o popolari, ma è un prodotto di marketing. Non guarderemo perciò alla sua storia in maniera storico/cronologica, ma come fosse un prodotto con il suo ciclo di vita.

All’inizio c’è l’introduzione sul mercato, che essendo supportata da molta pubblicità pompata da potenti mezzi di informazione, porta subito alla fase successiva dove il prodotto è maturo ed è all’apice della sua popolarità.

Ogni ciclo di vita di un prodotto ha però una fase di declino quando si esaurisce la massima popolarità. In politica poi quando molte promesse sono disattese è facile che ciò accada.

Curva fasi di vita del prodotto

Gli espedienti per mascherare il declino e le disattese promesse, sono solo una toppa momentanea. Ecco allora che il prodotto deve essere rinnovato e cambia provvisoriamente nome (es: Casa delle liberà). In sostanza è lo stesso ma nella confezione c’è scritto “nuova formula”. Quando anche questo si esaurisce, ci vuole una ulteriore “nuova formula” quella che contenentiene “vero autoritarismo di destra” e fagocita AN, poco importa se l’autorità e il rigore viene esercitato solo contro i deboli e la tolleranza è elevata verso i poteri forti (nasce il PdL).

Per quanto però, un prodotto cerca di primeggiare, si assesta sulla sua fetta di mercato. In un periodo di crisi e con gli scandali sul groppone è difficile che il prodotto venga rilanciato. A niente serve il ritorno alla “formula classica” che richiami i nostalgici.

Credo che quello che serve a FI per rinascere sia il tempo. Tempo che la crisi passi, tempo che ci si dimentichi degli scandali e delle leggi vergogna, tempo che ci si diemtichi delle promesse non mantenute in modo che se ne possano fare delle altre. A questo punto si che la nostalgia degli elettori potrebbe prendere peso e la “formula classica” del “quando c’era lui” potrebbe ridare entusiasmo.

Ma cosa fare nel frattempo che ciò accada? Mica Berlusconi può aspettare tutto questo tempo lasciando piena libertà alle istituzioni, che senza una sua influenza rischierebbero di far passare leggi antitrust, anti-corruzione che lo danneggerebbero nel migliore dei casi, o lo manderebbero in prigione nei peggiori.

Ci vorrebbe un bel Craxi nel frattempo. Cioè uno che come lui facesse leggi su misura per i business (e magari l’immunità) di Berlusconi. 

Si parla spesso del famigerato “Patto del Nazareno”, ma ci si dimentica quasi di quell’incontro ad Arcore tra Berlusconi e Renzi. Da quel 6 Dicembre 2010 sono cambiate tante cose. Uno dei due interolcutori era presidente del consiglio adesso lo è l’altro.

Nel frattempo c’è stata una (mal) velata promozione di Renzi da parte di Berlusconi. I vari “lo rispetto”, “vorremmo averlo dalla nostra”…

Ma soprattutto il fuoco mediatico Berlusconiano è stato secondo me quello che ha decretato la vittoria di Renzi alle Primarie del PD. 

Da allora molte delle leggi del governo Renzi, sembrano partorite dai vari governi Berlusconi. Ma le proteste di piazza sono scarse perché sono riforme fatte da un partito di sinistra…

La mia impressione è perciò, che ci sia un mutuo soccorso mediatico/politico tra i due. Sostegno mediatico da un lato e legislativo dall’altro.

Questo mutuo soccorso può facilmente trasformarsi però in un “mutuo ricatto”: ogni tanto c’è qualche disaccordo, e allora una delle due parti tira il cappio dell’altro:


 

Questo gioco di potere e mediatico, ci fa tornare alla mente un tema che al sentirlo nominare ci da la stessa sensazione di rivedere la vecchia foto di classe, tanto è passato di moda:

Conflitto di Interessi

Dietrologia? Complottismo? Può darsi. Ma il dubbio tocca porselo. Bisogna comunque porsi delle domande, avanzare delle ipotesi e vedere quali calzano meglio con gli indizi che abbiamo, aiutandoci con il metodo del Rasoio di Occam per non cadere appunto nel complottismo e nella dietrologia. Arrivare fin dove possiamo con le nostre conoscenze, e a quel punto, accettare e convivere con il dubbio. Credo che sia un dovere civico verso noi stessi e verso le persone subiranno le conseguenze del nostro voto elettorale.

Qualcuno, ben più autorevole di me, scriveva 40 anni fa: 

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.

(cit http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html)

 

Resuscitare una chitarra – Parte VI

22 Nov

In questo post vedremo come realizzare il ponte e il capotasto.

Per il ponte utilizziamo un pezzo di palissandro indiano:

Palissandro indiano

Costruiamo una guida in legno che con l’aiuto di una base per il trapano/smeriglio ci permetta di creare un solco sul quale inserire il ponticello.

Fissiamolo con le morse e creiamo il solco gradualmente (profondità progressiva).

Router base ponte

Ponte con scasso

Facciamo i buchi a misura (operazione delicatissima!) e arrotondiamo i bordi.

Carteggiamo con la carta vetrata dalla grana sempre più fine. L’ultima mano fa data con la pelle di squalo. Il palissandro diventerà molto liscio, e non andrà verniciato.

Ponte

Incolliamolo al piano armonico della chitarra. Il metodo che vediamo in figura l’ho trovato n un libro. Esso consiste nel pressare il ponte con una barretta di legno, stringendolo da un lato con un morsetto e dall’altro contro la buca tramite una vite a farfalla.

Incollaggio del ponte

Seguiamo i buchi del ponticello per bucare il piano armonico.

Ricaviamo ponte e ponticello da due pezzi di osso:

Ponticelli grezzi

Ponticelli lavorati

Montiamo a questo punto la chitarra per provarla, così possiamo correggere imperfezioni e difetti prima della verniciatura:

Chitarra acustica assemblata

Sembra che siamo a buon punto :)

In realtà la verniciatura prende parecchio tempo. E’ di questo che ci occuperemo la prossima volta :)

Leggi la parte V

Resuscitare una chitarra – Parte V

28 Oct

La tastiera è una delle parti più delicate di una chitarra. La distanza dei tasti si può ispirare ad una scalatura standard resa celebre da marchi comuni. Oppure come abbiamo fatto per le cigar box guitar ci si può affidare a questo file che ci aiuta a calcolare le distanze dato il diapason.

La mia scelta è stata vincolata dalla lunghezza del diapason originale. Infatti quello di una chitarra classica è di 65 cm.

Un po’ troppo per una chitarra acustica. Se una scala è troppo lunga, la tensione delle corde sarà maggiore, e ne segue che sarà più “dura” da suonare e i bending saranno più difficili. D’altro canto una corda più tesa vibra più a lungo e da perciò più sustain.

Ho scelto la scala usata dalle Paul Reed Smith e dalle National: 25 pollici (63,5 cm).

La tastiera l’ho comprata on line a circa 10-15 euro. Ho scelto il palissandro indiano, meno pregiato dell’ebano ma a mio personalissimo avviso, più gradevole.

Perciò ho iniziato a delineare con una matita le linee per i fret (tasti) e per i dot (i pallini): 

Tastiera disegnata a matita

Iniziamo proprio a fare i buchi dei dot. Per eseguire questo passo è importante avere un trapano a colonna e calibrarlo affinché i buchi dei tasti abbiano tutti la stessa profondità.

Tastiera buchi dot

La prossima operazione consiste nell’incollare la tastiera al manico. L’ordine di queste operazioni è di carattere più che altro pratico e ci sono diverse scuole di pensiero.

Incollaggio Tastiera

Col seghetto, muniti di pazienza e precisione, intagliamo i solchi per i tasti:

Tastiera intagliata

Una chitarra acustica, a differenza della classica, ha la tastiera bombata. Diamo la curvatura alla tastiera tramite un blocchetto con l’inarcatura del raggio desiderato (nel nostro caso 10 pollici illustrato qualche figura più avanti). Con una colla reversibile applichiamo sul blocchetto una carta vetrata grossa, per poi arrivare gradualmente a quelle più fini. Rifiniamo infine con una carta finissima bagnata o pelle di squalo, per rendere la tastiera liscia (il palissandro, a differenza ad esempio dell’acero, non va verniciato).

Incolliamo infine, i dots con la colla alifatica, versandoci su della segatura di palissandro (precedentemente ottenuta durante la lavorazione della tastiera stessa) per otturare gli spazi tra i bordi del buco e il dot stesso:

Dot incollati

Incolliamo i fret, anche qui con pazienza. Una tecnica che ho copiato da qualche liutaio è di usare una corda (di chitarra ovviamente :) ) per distribuire la colla nei solchi.

I risultato finale:

Manico

Lo stesso blocchetto usato per levigare la tastiera, è stato usato per levigare i tasti e livellarli. Il blocchetto con la lima, in alto a destra (immagine precedente), è stato utilizzato per livellare i tasti che sporgevano lateralmente.

Con un procedimento simile a quello dei dost sulla tastiera, inseriamo i dots laterali:

Dot laterali tastiera

Dei due più diffusi modi per incollare il manico al corpo, avrei voluto usare l’attaccatura a coda di rondine, ma anche in questo l’origine del progetto (cioè la conversione di una chitarra classica, piuttosto che la creazione da zero di una acustica), mi ha fortemente vincolato.

Ho dovuto perciò ripiegare sull’altra tecnica, cioè incollare il manico con l’ausilio di un bullone, fissato con un tassello per legno:

Vite manico

Dall’immagine precedente, risulta evidente che molti interventi di adattamento tramite incollaggio di vari pezzi di legno sono stati necessari per fare quadrare il manico al corpo. A quest’ultimo, è stato necessario adattare l’alloggio come mostrato di seguito:

Buco sul corpo

A questo punto, incolliamo corpo e manico con abbondante colla e morsetti, avvitandola dentro al corpo con un dado inserito con una mano attraverso buca:

Corpo e manico

E’ ancora lontana dal suonare, ma inizia a prendere forma :)

Leggi la parte IV 

Leggi la parte VI

La mia partecipazione a Note on the road

09 Oct

Dietro proposta del mio amico Marco, ho deciso con entusiasmo di prendere parte a questo progetto.

Per chi non lo conoscesse ancora riporto al sito ufficiale senza dilungarmi in spiegazioni ridondanti.

Voglio però fare una riflessione su un fatto interessante, cioè la contaminazione naturale di diversi generi e strumenti. Negli anni passati si è fatto un uso estremo delle contaminazioni per assecondare una moda e alla ricerca forzata di una novità musicale. Come tutte le mode, le tendenze e le correnti questo ha prodotto delle cose gradevoli ma anche dei grandi orrori dati da mancanza di gusto e conformismo stilistico. Trovo che in questo caso la contaminazione avviene in modo naturale e senza forzature. Non è decisa “a tavolino”, un musicista fa quello che sa fare senza una regia centrale. Questa è secondo me la forza del progetto.

Il mio ruolo in tutto ciò, è principalmente quello di suonatore di Cigar Box Guitar, ma cerco anche di supportare con tutti i miei mezzi il gran lavoro che Marco sta facendo, per pura e gratuita passione.

Inizio con l’intervista che abbiamo girato il giorno delle registrazioni:

La prima delle canzoni che abbiamo registrato è Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco (le altre non ve le dico per non rovinarvi la sorpresa). In principio ero un po’ perplesso da questa scelta, in quanto pensavo che tante altri brani si sarebbero potute prestare a un simile progetto. Poi mi sono ricreduto in quanto credo che questo brano, leggero all’apparenza, si presti parecchio a questi tempi di emigrazione dentro e fuori dal nostro paese. Il valore simbolico del brano poi, non è secondario. E’ stata l’ultima che Tenco ha cantato. Secondo la versione ufficiale della sua morte, il fatto che non fosse compresa sta tra i motivi del suo gesto estremo. Speriamo, nel nostro piccolo, di rendergli un po’ di giustizia.

Buon ascolto

Resuscitare una chitarra – Parte IV

29 Aug

Trasformiamo il manico da “classico” a “folk”.

Ripariamo la paletta e riempiamo i buchi delle chiavette:

Riparazione Paletta

Paletta

Dopo aver tagliato le eccedenze e le allargato il solco per alloggiare il truss-rod, incolliamo la zocchetta:

Manico

Zocchetta

Attacchiamo con viti e colla un innesto per irrobustire la giuntura tra il manico e il corpo:

Innesto

Tagliamo il truss-road per adattarlo al manico della classica, (più corto) e adeguatamente saldato e verniciato con l’antiruggine.

Truss rod

Irrobustiamo la paletta con del cedro rosso avanzato dal piano armonico:

Paletta Cedro Rosso

 Ritagliamo le finestre della paletta e alloggiamo il truss rod nello scasso (o scanalatura) che abbiamo creato precedentemente:

Truss rod

In un primo momento volevo mantenere le finestre come le resofoniche rational. Poi ho cambiato idea per motivi di robustezza e ho deciso di riempire le finestre con lo stesso mogano usato per le catene:

Finestre 1

Finestre 2

Finestre 3

Nel prossimo post lavoreremo alla tastiera e e incolleremo il manico al corpo.

Leggi la parte III

Leggi la parte V

Una Cigar Box Guitar Mancina

25 Aug

Ho costruito questa CGB il giovanissimo figlio di un collega. Allego solo le foto e non do ulteriori dettagli sulla costruzione per non essere ridondante con i precedenti post.

CGB Lefty

Aggiungerò solo le caratteristiche che differenziano questa dalle altre:

  • Paletta dritta (non inclinata) tipo fender.
  • Solo un pick-up con tono e volume come controlli.
  • Sole tre corde (accordate in C G C [Do Sol Do])
  • Paletta e controlli rivolti al contrario (è mancina :) appunto)
  • Questa volta è una reale scatola di sigari cubani!

Le fasi di costruzione:

E sentiamola:

Costruire una Cigar Box Guitar Resofonica – Parte IV

06 Jul

Preparazione alla verniciatura

In questo ultimo post parleremo della verniciatura. Per questo processo ho scelto, a differenza del primo esperimento,  solo sostanze naturali, in particolare mordenti per legno per il colore e gommalacca per la lucidatura.

Iniziamo a incartare le parti che non dovranno essere colorate:

Incartatura

Come mordente base ho usato il più naturale dei coloranti gialli: lo zafferano. E’ anche il più costoso, ma fortunatamente ne avevo un po’ da tempo che non era più adatto a usi alimentari.

Colorazione

L’effetto desiderato è il sunburst sfumato a tre colori, perciò bisogna agire in fretta un colore sull’altro ancora freschi per poter dare la sfumatura a tampone.

Subito dopo aver passato una prima mano omogenea di giallo inizio a colorare i bordi del secondo colore: il mogano:

Sunburst prima fase

Iniziamo dai bordi con un tampone differente rispetto a quello usato per il giallo e passiamo i bordi.

Sempre con movimento rotatorio, prendiamo il tampone usato per il giallo e sfumiamo le zone di confine tra il giallo e il rosso:

Sunburst 2

Procediamo analogamente con il terzo colore, il noce:

Sunburst 3

E procediamo allo stesso modo, sfumando con il tampone usato precedentemente per il rosso mogano:

Sunburst 4

Dopo un ultima sfumatura con il tampone del giallo il risultato è il seguente:

Sunburst 5

Lo stesso procedimento con la parte anteriore e successivamente con il manico:

Sunburst top 1

L’intero processo dura poco in quanto bisogna agire sui colori freschi.

Risultato finale:

Sunburst Top 2

Laccatura

La gommalacca va sciolta in alcool puro. Conviene iniziare con una soluzione più densa e diluire sempre di più nelle mani successive.

Seguono lunghe e pazienti passate, con mezza giornata di attesa tra una e l’altra.

La tecnica è sempre quella del tampone in maniera circolare, ma non bisogna passare troppe volte sullo stesso punto altrimenti si ottiene un effetto “nebbia” opaco.

Alla fine, si può passare una mano di pasta abrasiva finale per lucidare ulteriormente.

Vediamo cosa è venuto fuori:

Dobro cigar Box GuitarDobro cigar Box Guitar backDobro cigar Box Guitar side

Conclusioni

Con questa ulteriore esperienza ho ampliato il mio bagaglio di esperienza di liuteria da salotto. Ho avuto conferma durante questo lavoro di quanta pazienza ci voglia per lavori del genere e che il risultato finale è un connubio di conoscenza e esperienza, ugualmente importanti.

 

Nell’attesa di altri esperimenti (già in cantiere, anzi in salotto), sentiamo come suona:

 

 

Leggi la parte III

Costruire una Cigar Box Guitar Resofonica – Parte III

26 Apr

Il coperchio del resonarore

Prendiamo il coperchio di pentola mostrato nella parte I e facciamo il buco che ospiterà il ponte al centro, e quelli a lato dal quale uscirà parte del suono. Parallelamente ritagliamo dal vecchio alimentatore del PC una striscia che andrà a coprire il ponte:

Coperchio Resonatore

Successivamente facciamo dei buchi in entrambi i pezzi per poterli unire con dei rivetti:

 

L’aggancio delle corde:

Modelliamo un altro pezzo dell’alimentatore del PC in maniera simile a come abbiamo fatto nella precedente serie di articoli.

Blocca cordeBlocca corde

Manico e Paletta

Come ornamento della paletta ho pensato di incollare su di essa un sottile strato di legno presa da una scatola di sigari stessa. Si tratta di un sottilissimo strato di legno che credo serva a mantenere la flagranza dei sigari.

Copertura Paletta

Una volta tagliata la forma della paletta, la incolliamo al manico, insieme alla tastiera:

Tastiera e Paletta

In realtà, mi sono reso conto successivamente che sarebbe stato più comodo lavorare la tastiera prima di incollarla, questo avrebbe reso più semplici i passi seguenti.

Tastiera

Nella precedente serie di articoli, avevo trovato un sito che permetteva di calcolare la posizione dei tasti data la lunghezza del  diapason (cioè la distanza tra ponte e capotasto). Mi sono accorto recentemente che questo sito non è più on line, perciò ho creato un foglio di calcolo (open office ma credo si apra anche con le ultime versioni di MS Office) che ci aiuta in questo:

Calcolo_Frets

Aiutandoci perciò con una riga, e uno squadro tracciamo e di segniamo i tasti:

Disegno dei tasti

Al centro dei tasti che lo richiedono facciamo i buchi per i dot (i “puntini”):

Buchi per i dot

Tramite una dima che ho costruito, per effettuare i tagli perpendicolari, facciamo gli incassi per i tasti:

Ritaglio dei tasti

Incolliamo in fine i dot. Questi sono stati ottenuti dallo stecco di un ghiacciolo :D. Li ho tagliati abbondamtemente più lunghi in modo da poterli tagliare successivamente:

Dot incollati

A questo punto diamo la forma bombata alla tastiera con i blocchetti che ho illustrato nella prima parte di questa serie di articoli:

Per eseguire questa operazione bisogna incollare sul blocchetto della misura che più ci aggrada della carta vetrata. Bisogna iniziare da carte più grosse fino a scendere a carte più fini. La colla da usare è quella spray riposizionabile, in modo da poter alternare vari tipi di carta vetrata. L’ultimo passo può essere fatto con carta abrasiva fine o pelle di squalo.

I risultato dopo aver fatto anche i buchi per le chiavette sulla paletta:

Tastiera finita

Il processo di inserimento dei tasti non differisce di parecchio dalla volta precedente. Una differenza però, sta nel fatto che qui la tastiera è bombata e non piatta, perciò bisogna piegare lievemente i tasti prima di inserirli.

Frets

Inoltre per la rifinitura sei tasti non ho usato una semplice lima che sarebbe stata imprecisa, ma come già avevo anticipato, ne ho usata una come questa.

Schema elettrico

Ho usato come modello lo schema elettrico della telecaster, con la differenza che il pick up al ponte è stato sostituito da un piezo elettrico che sta sotto alla ciotola/resonatore:

Prove finali pre-verniciatura

Prima della verniciatura finale è bene montare lo strumento in quanto una volta verniciato portare delle modifiche a delle imperfezioni risulterebbe lungo e complicato. Accontentiamoci perciò del seguente risultato parziale:

Rifinita ma sverniciata

Nella prossima puntata la verniciatura!

Leggi la Parte II

Leggi la parte IV

Costruire una Cigar Box Guitar Resofonica – Parte II

11 Mar

Iniziamo a modellare i vari componenti che andremo ad unire.

Il lavoro è stato lungo perciò, devo trascurare molti dettagli per non rendere l’articolo infinito. Spero che le immagini parlino al posto mio.

Il manico

Rispetto al progetto precedente, questa volta ho pensato di sperimentare il manico fatto di due pezzi piuttosto che di un pezzo unico.

Il punto di partenza è una traversina di abete:

Traversina in abete

Abbiamo disegnato i punti che taglieremo.

Il risultato sarà il seguente:

Manico 1

Lo scasso a sinistra, serve per fare in modo che il manico sia a livello con il corpo. La parte con lo “scalino” andrà dentro il corpo della chitarra. Incolliamo il pezzo più piccolo al contrario sul più grande e vedremo il seguente risultato:

Manico 2

Iniziamo a rendere rotondo il manico con il pialletto a due mani:

Manico 3

E per dare la forma alla paletta, gli incolliamo due listelli per lato. Uno di mogano sottile,e uno più grosso di abete:

Manico 4.1

Manico 4.2

Il corpo

Il corpo è costituito dalla scatola, più altri pezzi nel quale verrà alloggiato il resonatore (cioè la scodella di metallo :) )

Legni del body

A questi pezzi verranno aggiunti altri legni, ma una prima lavorazione è la seguente:

Legni del corpo lavorati

Per il precedente lavoro ho usato, seghetto alternativo, trapano e traforo.

Successivamente dobbiamo tagliare dei pezzi di legno per incollare il disco al top. Questa gabbia accoglierà il resonatore.

Incollaggio del corpo

Dopo averli pportunamente tagliati e modellati, incolliamo dei pezzi di abete dello stesso legno del manico per creare la parte che segue al manico, attraversa il corpo e scarica la tensione delle corde.

Giuntura corpo/manico

Corpo e manic incollati

Abbiamo già uno scheletro del lavoro.

Nel prossimo post vedremo inizieremo a lavorare le altre parti.

Leggi la Parte I

Leggi la parte III

Umili Liriche

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