Archive for January, 2012

La divulgazione, la narrazione e le cazzate…


31 Jan

Quark In principio c’era Piero Angela, il suo Quark ci ha affascinato da bambini, in quei tempi in cui la Rai somigliava di più ad un servizio pubblico. La trasmissione è rimasta tale negli anni, ma si sta rivelando inadatta ad una TV che è cambiata dove il pubblico è abituato a grandi fratelli, liti da cortile e un riflesso incondizionato spinge il tasto del telecomando non appena qualche contenuto rischia di mettere in moto il cervello.

Tante altre trasmissioni di divulgazione, per lo più storica, si sono avvicendate nel corso degli anni. Una tra queste ha riscosso un notevole successo, si tratta di Blu Notte (in onda anche con altri titoli a seconda dell’edizione) di Carlo Lucarelli. La ricetta che confezionava la trasmissione è piuttosto semplice, raccontare i tanti lati oscuri della nostra storia recente usando l’espediente narrativo del giallo, del noir, o addirittura del thriller,  rendendo l’intreccio più importante della fabula.

Non è a caso che da Piero Angela passo a Lucarelli. Infatti, in una intervista televisiva lui stesso si è definito un divulgatore di misteri piuttosto che un esperto. Una sorta di Piero Angela del mistero appunto.

Da allora, sono nate parecchie trasmissioni sui misteri vari ed eventuali dove spesso vengono esagerate all’esasperazione circostanze piuttosto banali, le quali fonti di tali misteri sono iniesistenti o ambigue. Insomma l’unica garanzia che abbiamo è che l’ha detto la televisione quindi deve essere vero. Ovviamente mi riferisco a trasmissioni come voyager e mistero.

Lucarelli e De LuigiMistero accentua ancora di più la spettacolarizzazione fino a se stessa piuttosto che i contenuti, e lo si vede dai conduttori scelti: Enrico Ruggeri (che con questa mossa ha perso parecchi punti da parte di chi lo stimava come cantautrore), e Raz Degan (perché se è vero che nella TV a cui siamo abituati i culi e le tette tirano, è vero anche il reciproco femminile, specie per le allegoriche casalinghe di voghera).

Le rare volte che mi è capitato di vedere queste trasmissioni, non ho potuto non pensare a come si possa esser sentito Piero Angela a vedere questa sorta di antiscienza, dopo anni dedicati a tentare di divulgare la scienza vera.

Se è vero che Lucarelli con la sua trasmissione ha scatenato parecchie imitazioni satiriche (la più famosa è quella di Fabio De Luigi), molti non hanno saputo resistere a sfruttare la facile ironia che Voyager serve su un piatto d’argento.

Inizia il genio di Crozza, che con famigerato Kazzenger, mette in risalto i temi esasperati ed enfatizzando quanto di poco scientifico c’è nella trasmissione. E’ esilerante, chi non l’abbia mai fatto ne consiglio la visione.

Ma nell’era del web, la rete non poteva rimanere inerme di fronte a questo cross di comicità. E’ così che nasce Avoyager, una parodia su youtube. La genialità di questi due video (di seguito postati) sta non solo nella irresistibile comicità, ma anche nel riuscire a dimostrare quanto è importante l’espediente narrativo, come si possa convincere di alcune cose senza quasi dirle. Insomma, mette a nudo e rende evidenti i trucchi di voyager.

 

 

 

Ma non è questa la novità che mi ha spinto a scrivere questo articolo. C’è una riflessione che ho fatto guardando l’ultima trasmissione di Lucarelli: Almost True.

Seppur Blu Notte aveva un nobile scopo, quello di far conoscere la cronostoria italiana, ha (secondo me) ispirato le trasmissioni spazzatura di cui sopra. Adesso non so quanto inconsapevolmente sia successo ciò, ma sembra quasi che con questa nuova trasmissione Lucarelli abbia voluto rimediare o fare un po’ d’ordine nel mondo dei misteri. La trasmissione, parla dei misteri del mondo dello spettacolo. Fino alla fine della trasmissione il format è molto simile a Blu Notte, e riesce a convincere l’ascoltatore della veridicità di una leggenda metropolitana. Solo alla fine, come un insolito prestigiatore, spiega tutti i trucchi e le fandonie usate per convincere lo spettatore, dimostrando ancora una volta quanto è facile montare una trasmissione e convincerci della fondatezza di un falso mistero.

Come vedere il video sulla rivolta dei forconi censurato da youtube in italia


25 Jan

Colgo questa occasione di scrivere su argomenti non musicali e dare libero sfogo al mio eclettismo :)

Ma veniamo al punto, vi spiego brevemente di cosa si tratta.
Un mio amico ha postato su facebook questo video, con la raccomandazione di vederlo.

Tuttavia, per motivi che non voglio commentare per non incentivare il complottismo e la dietrologia e concedere il beneficio del dubbio, il video non è visibile dall’Italia (il controllo viene fatto tramite l’indirizzo IP).

youtube censored

Siccome credo nella libera diffusione delle informazioni mi sono adoperato per rendere visibile questo video.

C’è il modo tuttavia di eludere il sistema, basta spacciarsi per utenti di un atro paese tramite un server proxy.

Non è necessario sapere come funziona un proxy per vedere il video, basta sapere che risultiamo collegati da un luogo diverso.

Per vedere il video potete seguire questo link qui.

Pino Aprile Video Censurato su youtube italia

Qualora non dovesse funzionare, QUI c’è una lista di server proxy nella quale basta inserire il link originale del video (questo http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qVxZm8HCQSU), in una barra si testo.

In conclusione, il mio dare il beneficio del dubbio alla rete e a youtube si sta esaurendo. Avevo già affrontato l’argomento qui o qui.

 

Sritto anche su digitalspaghetti.

Il Falegname, storia e curiosità…


24 Jan

Finalmente, dopo aver illustrato i brani del mio vecchio gruppo i Dustland, inizio ad illustrare i miei pezzi da solista. In particolare il brano che andrò a presentarvi mi vede particolarmente solista, in quanto sono solo io a suonare tutti gli strumeti (chitarra acustica e solista, armonica, voce e percussioni – quando si dice: io me la canto e io me la suono…).

Il singolo di cui stiamo parlando, (denominato più unico che singolo in quanto è il primo di mia pubblicazione senza un gruppo a supporto) è appunto il Falegname. Testo e Musica sono di Giovanni Torrisi.

Il Falegname

Giovanni, usava allietare le nolstre feste e ricorrenze varie con i suoi pezzi, e ogni qualvolta c’era un nuovo ospite che non li aveva ancora sentiti, gli toccava sorbirsi l’intero repertorio. I toni dei suoi brani sono a volte estremamente seri, altre volte sono ironici al limite del demenziale. Il falegname  è il pezzo che ho sempre preferito, tanto che ho deciso di curarne l’arrangiamento e inciderlo.

Si tratta di una ballata in stile deanreiano ispirata (a detta dell’autore) ad una antica storia marinara. Il testo è provocatoriamente cruento, in pieno contrasto con la dolcezza e pacatezza della musica, quasi a voler rappresentare un ossimoro musicale. Tratta di una storia di estrema miseria e disperazione, nella quale i protagonisti, pur di sopravvivere, danno luogo ad atti di inimmaginabile e macabra, durezza.

Non è un testo che ha bisogno di parafrasi, perciò non anticipo niente a chi non lo ha ancora ascoltato. Buon ascolto.

Oblivion


21 Jan

Con questo ultimo brano, si conclude il viaggio nelle canzoni dei Dustland. Purtroppo non sono ancora riuscito a farne un video per mancanza di tempo. Non è detto che non lo faccia in futuro. Anzi, è una promessa.

Tornando al pezzo, devo dire che è il brano dei Dustland che preferisco. Non è escluso che ne incida una nuova versiome riarriangiata (forse tradotta), magari più vicina al genere che suono adesso, ben l’ontano dall’heavy metal dei Dustland.

L’unica cosa che mi dispiace e non averla scritto io. Infatti, il testo e la musica sono di Michele (info sui componenti del gruppo).

Il testo, parla della solitudine di un uomo di mezza età dimenticato e depresso. Il tema è duro, ma la scelta delle parole e della ritmica, piuttosto accurata, lo rende piuttosto poetico, evocativo e malinconico.

Strade sporche

L’intro del brano è piuttosto originale per un brano heavy. L’arpeggio è molto effettato e diventa subito un riff stoppato e aggressivo. Il giro rimane uguale ma il basso che cambia in sottofondo gli da un effetto differente.

La strofa è lenta e arpeggiata, il ritornello è distorto. Il testo è piuttosto breve, infatti il pezzo è molto strumentale. C’è un cambio di tempo prima dell’inzio del solo da 4/4 a 7/8.

Consiglio vivamente l’ascolto anche a chi non è un cultore del genere.

Floating in Virgin Skies


10 Jan

E’ la quarta traccia di Downing in Decay, ed è il primo brano dei Dustland a non essere scritto da me. Infatti la musica è di Nello e il testo di Michele.

Il testo ha molto più spessore di quelli scritti da me, almeno nella scelta dei termini. E’ onirico ed evocativo e parla di un volo immaginario fatto con la mente.

A livello musicale, il brano è un pezzo power metal un po progressivo con cambi di tempo. L’intro è un incrocio di chitarre in tapping dall’effetto barocco. Il resto della canzone è un alternarsi di cavalcate e arpeggi con soli melodici e veloci.

Buon ascolto.

Cavaliere di Ventura


05 Jan

Continuiamo a illustrare i brani dei Dustland contenuti nell’unico album realizzato.

Il brano Mercenary Knight, è ispirato al fumetto italiano Brendon. Il personaggio, creato da Claudio Chiaverotti, vive in un epoca futura post-apocalittica. Per intenderci, il filone narrativo è quello che appartiene ai classici Ken Shiro e Mad Max. A differenza di questi però, oltre alla componente cyber punk, il fumetto diverte inserendo componenti fantasy che trovano alla fine una spiegazione razionale o fantasiosa ma mai scontata.

Brendon D’arkness è un personaggio vagamente ispirato al celebre film Il Corvo, interpretato da Brendon Lee. E’ un cavaliere mercenario, errante e solitario. Nonostante il suo lavoro potrebbe far pensare ad uno scarso senso etico, è mosso da forti e nobili ideali.

Brendon D'arknessIl brano è una ballad in stile Ronnie James Dio o Fade to Black dei Metallica. Intro con solo melodico, strofa arpeggiata, e ritornello distorto con chitarre armonizzate. Durante queste parti, la narrazione è in prima persona, dove il protagonista, (Brendon ovviamente), si racconta malinconicamente in momenti di riflessione, introspezione e rabbia. Nella parte finale il brano diventa più veloce e aggressivo e la narrazione si sposta in terza persona.

 

 

Chosen One


04 Jan

Proseguiamo la descrizione dell’album Downing in Decay dei Dustland. Il secondo brano è appunto Chosen One, come fa presagire il titolo si tratta di un brano dai contenuti epici, classici temi del genere Heavy Metal, che a mio avviso rappresentano la voglia/speranza/convinzione di riscatto di molti cultori del genere. Come il Rap dei ghetti, o ancora prima il Blues delle origini e in qualche modo anche il Punk, anche il Metal, essendo comunque musica impegnata, ha questa caratteristica, e rappresenta sentimenti forti. Ma di questo ne abbiamo già parlato.

Dustland

Musicalmente il brano è una cavalcata in stile For whom the bell tolls dei Metallica, con un riff vagamente blues di intro-chiusura e stacchi che separano le strofe.

Anche qui, per quanto il genere, e lo stile fossero acerbi si può leggere molto di quello che sarebbe seguito a livello compositivo e lirico. La canzone ha una ambientazione fantasy, e narra di un villaggio radunato attorno a una sorta di druido., il saggio del villaggio. A lui spetta il compito di indicare un condottiero o il suo successore, e a sorpresa di tutti si tratta di un bambino. Il villaggio non capisce la scelta e cade nella disperazione implorando al maestro di ricredersi sulla scelta. Alla fine il bambino compie un prodigio per la quale il villaggio si convince della scelta del saggio.

Come nella allegoria della caverna, il saggio rappresenta l’intellettuale che guarda oltre ciò che sembra evidente e non riesce a far capire alla massa alcune sue deduzioni, in quanto frutto di un percorso culturale che non appartiene al popolo.

Purtroppo però, nella realtà, non sempre l’illuminato riesce a dimostrare la sua tesi come accade nel brano.

Dark Lady, il primo brano dei Dustland


03 Jan

Se il numero dei miei fans non fosse minore o uguale alla somma dei miei amici più i miei parenti, si potrebbe parlare del “disco degli esordi”. Ma siccome non è che da allora la mia fama sia cresciuta poi così tanto, qualcosa mi dice che rimarrò un eterno esordiente. Non che la cosa mi dispiaccia, non inseguo il successo, mi diverto solamente a condividere con amici, e non, pensieri e musica.
Chiusa questa parentesi introduttiva torniamo al disco dei Dustland, iniziando prima ad illustrare il gruppo.

La band ha avuto diverse formazioni con più persone che si sono avvicendate al basso, ma i tre componenti fondamentali sono rimasti gli stessi (maggiori info sul vecchio sito rimesso on line per memoria storica).

Erano i primi anni di questo millennio, alcune cose erano lievemente diverse, basta guardare il vecchio sito dei Dustland per rendersene conto. Allora il web muoveva i primi passi e per alcuni aspetti era ancora acerbo. Trovo che fosse acerba anche la mia vena compositiva. Il genere suonato dalla band non lo rinnego, ma non mi appartiene più. Si tratta di Hard Rock/Heavy Metal, musica che unisce l’esasperzione della tecnica, dell’espressione e del virtuosismo, come esasperati sono i sentimenti dell’adolescenza e della prima giovinezza, di cui il genere rappresenta un po’ uno strascico.

Dustland Downing in Decay

Ma tornando al disco, si possono trovare diverse recensioni cercando su google (non tutte lusinghiere devo dire…). E’ composto da 5 tracce (che andremo ad analizzare nei prossimi post). La prima di queste, è appunto Dark Lady.

Come tutte le first track di un disco heavy metal, doveva essere un pezzo veloce, potente e aggressivo. Il sound somiglia un po a Ram it down dei Judas Priest ma il cantato è piuttosto differente.

Il brano parla della fatalità (in genere, ma anche) dell’oscura signora, che non è una vamp mora come si potrebbe pensare. E un po’ come ne ‘A livella di Totò, ne esalta l’estrema “democrazia”.

Anche se molto lontano da quello che compongo adesso, il brano (a livello letterario) contiene molti richiami a quelle che sono state le influenze future. Per esempio i richiami alle tradizioni popolari come il passaggio della piula (civetta) portatrice di sventura.

Il brano è abbastanza progressivo, pur mantenendosi sempre sui 4/4, ha un intermezzo strumentale con cambi di tempo per le parti soliste.

Come tutti i brani dell’album, è stata registrata in presa diretta (non in multitraccia), perciò mantiene da un lato la freschezza, e dall’altro le imperfezioni.

Ne ho realizzato un video per aumentarne la possibilità di diffusione.

Anno nuovo… blog nuovo


02 Jan

E’ solo un caso che con il nuovo anno ho inaugurato questo blog.

In reatlà è da tempo, che oltre ai blog collettivi con la quale collaboro, volevo averne uno personale, non tematico, e che servisse sopratutto a promuovere la mia musica, che elargisco gratuitamente come il suonatore Jones su licenza creative commons.

Andrea in campagnaOltre i miei nuovi brani, farò un salto nel passato parlando anche dei proggetti trascorsi, sopratutto quello dei Dustland.

Spero di avere il tempo di caricare qualche video su youtube.

Come al solito, non ho alcuna grande pretesa, solo quella di aggiungere un hobbie in più, come se il tempo libero fosse abbondante.

A quelli a cui frega buona lettura.

 

 

 

 

 

Umili Liriche

musica, appunti e riflessioni sull'universo conosciuto