Renzi come Berlusconi o come Craxi?

10 Feb

Si dice troppo spesso che Renzi è l’erede di Berlusconi. E’ una considerazione piuttosto ovvia e ci sono delle altre congetture che si possono fare, mettendo insieme alcuni punti.

Torniamo indietro di qualche anno e ripercorriamo sommariamente la storia politica di Forza Italia che coincide con quella del suo leader.

Forza Italia non è un partito nato da ideologie filosofiche o popolari, ma è un prodotto di marketing. Non guarderemo perciò alla sua storia in maniera storico/cronologica, ma come fosse un prodotto con il suo ciclo di vita.

All’inizio c’è l’introduzione sul mercato, che essendo supportata da molta pubblicità pompata da potenti mezzi di informazione, porta subito alla fase successiva dove il prodotto è maturo ed è all’apice della sua popolarità.

Ogni ciclo di vita di un prodotto ha però una fase di declino quando si esaurisce la massima popolarità. In politica poi quando molte promesse sono disattese è facile che ciò accada.

Curva fasi di vita del prodotto

Gli espedienti per mascherare il declino e le disattese promesse, sono solo una toppa momentanea. Ecco allora che il prodotto deve essere rinnovato e cambia provvisoriamente nome (es: Casa delle liberà). In sostanza è lo stesso ma nella confezione c’è scritto “nuova formula”. Quando anche questo si esaurisce, ci vuole una ulteriore “nuova formula” quella che contenentiene “vero autoritarismo di destra” e fagocita AN, poco importa se l’autorità e il rigore viene esercitato solo contro i deboli e la tolleranza è elevata verso i poteri forti (nasce il PdL).

Per quanto però, un prodotto cerca di primeggiare, si assesta sulla sua fetta di mercato. In un periodo di crisi e con gli scandali sul groppone è difficile che il prodotto venga rilanciato. A niente serve il ritorno alla “formula classica” che richiami i nostalgici.

Credo che quello che serve a FI per rinascere sia il tempo. Tempo che la crisi passi, tempo che ci si dimentichi degli scandali e delle leggi vergogna, tempo che ci si diemtichi delle promesse non mantenute in modo che se ne possano fare delle altre. A questo punto si che la nostalgia degli elettori potrebbe prendere peso e la “formula classica” del “quando c’era lui” potrebbe ridare entusiasmo.

Ma cosa fare nel frattempo che ciò accada? Mica Berlusconi può aspettare tutto questo tempo lasciando piena libertà alle istituzioni, che senza una sua influenza rischierebbero di far passare leggi antitrust, anti-corruzione che lo danneggerebbero nel migliore dei casi, o lo manderebbero in prigione nei peggiori.

Ci vorrebbe un bel Craxi nel frattempo. Cioè uno che come lui facesse leggi su misura per i business (e magari l’immunità) di Berlusconi. 

Si parla spesso del famigerato “Patto del Nazareno”, ma ci si dimentica quasi di quell’incontro ad Arcore tra Berlusconi e Renzi. Da quel 6 Dicembre 2010 sono cambiate tante cose. Uno dei due interolcutori era presidente del consiglio adesso lo è l’altro.

Nel frattempo c’è stata una (mal) velata promozione di Renzi da parte di Berlusconi. I vari “lo rispetto”, “vorremmo averlo dalla nostra”…

Ma soprattutto il fuoco mediatico Berlusconiano è stato secondo me quello che ha decretato la vittoria di Renzi alle Primarie del PD. 

Da allora molte delle leggi del governo Renzi, sembrano partorite dai vari governi Berlusconi. Ma le proteste di piazza sono scarse perché sono riforme fatte da un partito di sinistra…

La mia impressione è perciò, che ci sia un mutuo soccorso mediatico/politico tra i due. Sostegno mediatico da un lato e legislativo dall’altro.

Questo mutuo soccorso può facilmente trasformarsi però in un “mutuo ricatto”: ogni tanto c’è qualche disaccordo, e allora una delle due parti tira il cappio dell’altro:


 

Questo gioco di potere e mediatico, ci fa tornare alla mente un tema che al sentirlo nominare ci da la stessa sensazione di rivedere la vecchia foto di classe, tanto è passato di moda:

Conflitto di Interessi

Dietrologia? Complottismo? Può darsi. Ma il dubbio tocca porselo. Bisogna comunque porsi delle domande, avanzare delle ipotesi e vedere quali calzano meglio con gli indizi che abbiamo, aiutandoci con il metodo del Rasoio di Occam per non cadere appunto nel complottismo e nella dietrologia. Arrivare fin dove possiamo con le nostre conoscenze, e a quel punto, accettare e convivere con il dubbio. Credo che sia un dovere civico verso noi stessi e verso le persone subiranno le conseguenze del nostro voto elettorale.

Qualcuno, ben più autorevole di me, scriveva 40 anni fa: 

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.

(cit http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html)

 

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