Costruire una Cigar Box Guitar Resofonica – Parte I

02 Mar

Siccome il progetto di rinascita della mia prima chitarra rischia di essere infinito come il galeone per Dylan Dog, ho deciso di avviare lavori paralleli. Per questo ho iniziato a lavorare ad una cigar box guitar resofonica, osando un po’ di più rispetto al precedente tentativo, facendo tesoro degli errori commessi e pronto a farne di nuovi :)

Le differenze con l’altra cigar box guitar sono:

  •  Il resonatore (ovviamente)
  • La tastiera (nella precedente era un tutt’uno con il manico).
  • La parte elettrica più complessa con tono, volume, selettore a tre posizioni pickup/piezo.
  • Altri particolari progettuali che vedremo strada facendo.

Iniziamo anche questa volta con:

La lista della spesa

Questa volta ho impiegato più tempo, ma ho trovato materiali più economici (la filosofia dello strumento è pur sempre di essere povero).

1 – Scatola di sigari o da cucito– € 10

2 – Manico – € 3 circa

3 – Ponte corde – € 0  (Placca di metallo recuperata da un vecchio alimentatore per PC.)

4 – Tasti – € 11

5 – Chiavette – € 6,578 (su dx.com qui)

6 – Capotasto – € 1

7 – Ponte  – € 0 (ricavato dagli scarti della lavorazione della “guitar conversion” )

8 – Ingresso jack – € 1

9 – Potenziomentri, selettori, manopole e componenti varie  – €  7,72 (ho trovato il pezzo completo su dx.com qui)

10 – Piezo elettrico – € 1

11 – Pick up – € 15 circa  su ebay

12 – Tastiera – € 0 riciclata dalla sponda di  un vecchio cassetto in mogano

13 – Resonatore e disco/coperchio – € 6 si tratta di un coperchio di pentola e di una ciotola comprati in un negozio di casalinghi a 3 euro ciascuno.

In pratica, in aggiunta alla lista della volta precedente, ho aggiunto i seguenti componenti:

 

Componenti

 

Cover

La proggettazione

Mi sono liberamente ispirato ai geguenti schemi, trovati su cigar box nation:

Project
Il secondo, è quello che ha più influenzato la mia realizzazione.
Vedremo i dettagli nei prossimi post.

Utensili

La (poche) precedenti esperienze, mi hanno insegnato che  alcuni attrezzi specifici sono indispensabili per un lavoro che sia almeno discreto, anche per un dilettante come me. Questa volta perciò ho unito agli utensili da falegname generici altri specifici da liuteria:
Tools
  1. Pialletto a due mani per dare la forma al manico.
  2. Blocchetti di varie misure per dare la forma bombata (curva ) alla tastiera.
  3. Rasiere di varie forme e misure per sagomare e assottigliare il legno.
  4. Lima angolare per limare con precisione i bordi dei tasti in eccesso.

 

L’uso di molti di questi utensili saranno più chiari durante il loro utilizzo.

Nella prossima puntata inizieremo!

Resuscitare una chitarra – Parte III

10 Feb

Il piano armonico

In questo articolo lavoreremo alla parte più importante dal punto di vista timbrico del nostro risultato finale: Il piano armonico.

Procediamo come per il fondo, ma questa volta il requisito che le tavole siano perfettamente specchiate è particolarmente importante. Infatti la caratteristica speculare, fa si che le venature del legno abbiano la stessa conformazione più fitte al centro (dove il ponte trasmette le vibrazioni delle corde) e sempre meno all’esterno.

Come legno ho scelto il cedro rosso. Sono rimasto sorpreso dal profumo che emana.

Inseriamo un listello di legno come base, poggiamo le tavole di sopra, e poi inchiodiamo dei chiodi ai bordi per tenerle ferme:

Piano parte I

Successivamente mettiamo la colla alifatica e schiacciamo le tavole in modo da pressare bene:

Tavola armonica parte II

Una volta asciutta la colla, dopo averla levigata, tagliamo il contorno in modo (abbondando nei bordi, a tagliare facciamo sempre in tempo… ) :

Tavola armonica parte III

Il risultato:

Tavola Armonica IV

Per eseguire l’incavatura della rosetta, ho usato un metodo molto artigianale (in attesa di comprare attrezzi più adatti). E cioè una punta a compasso di un trapano. Manovrandola a mano ho creato i solchi, che poi ho intagliato con uno scalpellino elettrico.

Ho fatto la prova su un legno di scarsa qualità prime che sul piano vero e proprio:

Rosetta parte I

Rosetta parte II

 Sulla tavola armonica il risultato è stato il seguente:

Rosetta parte III

Con lo stesso metodo ho tagliato la buca, prendendo come punto di riferimento il buco precedente. Dopo aver incollato la rosetta e levigato nuovamente per portare le eccedenze della rosetta a livello del piano armonico:

Piano armonico fronte completo

L’altro lato del piano armonico

Sia per il suono che per questioni di robustezza, un ruolo importante è dato dalle catene. Le disegniamo sul template:

Catene sul template

Incolliamo le catene:

Catene I

Catene IICatene III

 

 

 

 

 

 

 

L’accordatura del piano piano armonico consiste nell’appenderlo e percuoterlo vicino ad un accordatore.  Se il suono non è quello desiderato (ci sono varie scuole di pensiero sulla nota che deve emettere) allora bisogna levigare le catene.

Effettuata questa delicatissima operazione possiamo chiudere la cassa armonica ed eliminare i bordi in eccesso:

Cassa I

Cassa armonica II

Il progetto inizia a prendere forma :)

Leggi la parte II

Resuscitare una chitarra – Parte II

18 Jan

Iniziamo la vera e propria costruzione/restauro/conversione con il fondo e le fasce.

Premetto che per tutti gli incollaggi (anche quelli di articoli futuri) ho usato la colla alifatica, che è la più versatile. Pur non essendo quella ideale per ognuna delle fasi è quella che si adatta a tutto.

Lavoriamo sulle fasce

Gergo calcistico a parte, dobbiamo adattare la forma delle fasce che non è proprio come quella del template.

Dopo aver rimosso le zocchette originali, aggiungiamo dei pezzi di legno che poi verranno uniti alle zocchette.

Fasce prima fase

Da notare che sulla fascia sinistra ho dovuto effettuare una piccola riparazione in quanto si era spezzata :(  .

Successivamente mettiamo le fasce nella forma (pre-costruita secondo il template):

Fasce fase due

Per costruire la forma ho usato degli sportelli di vecchi armadi/pensili.

Ho dovuto costruire una zocchetta al manico a strati in quanto non ho trovato un blocco unico che fosse abbastanza resistente e che avesse le venature nella corretta direzione:

zocchetta

Incolliamo le zocchette superiore e inferiore:

zocchetta superiore

zocchetta inferiore

Per sopperire alle parti di fasce mancanti (a causa della forma differente tra la chitarra originale e quella finale) è stato necessario aggiungere delle sottili lamine di abete in corrispondenza delle zocchette:

 zocchette e fasce

Adesso tocchiamo il fondo

Una volta che le zocchette sono incollate possiamo iniziare a lavorare al fondo che incolleremo successivamente.

Come agiremo per il piano armonico, usiamo un asta di legno per pressare due tavole specchiate.

Fondo uno

Ho usato dell’abete bianco perché avevo solo quello (di ultima scelta tra l’altro), e poi credo a quella corrente di pensiero secondo cui  il fondo influenza quasi per niente il suono finale. Le tavole non sono neanche specchiate, ma sempre per la teoria di cui sopra, è solo una questione estetica (per il piano armonico il discorso è ovviamente diverso).

Disegnamo la forma:

Fondo 2

Che una volta tagliato con un traforo avrà il seguente aspetto:

Fondo tre

 Manteniamoci più larghi sui bordi che poi taglieremo. E disegnamo la forma delle fasce e delle zocchette per iniziare a pensare alle catene:

Fondo 4

 Incolliamo le catene:

 Fondo e catena

E infine li incolliamo al fondo:

Fondo e fasce inclloaggio

E questo sarà il risultato finale:

Fondo e fasce

La prossima volta sarà dedicata alla parte più importante: il piano armonico.

Leggi la parte I

Leggi la parte III

Resuscitare una chitarra – Parte I

20 Nov

Quello che voglio fare con questo progetto è qualcosa che è un po’ simbolico e un po’ didattico.

Simbolico perché questa è (o era :( )la mia prima chitarra, che facendo due calcoli credo che sia stata acquistata circa 18 anni fa, perciò c’è un legame affettivo e ogni adesivo, lesione e (aberrante) riparazione racconta una storia. Sarebbe bello suonare quello che è allo stesso tempo la prima chitarra che ho acquistato e la prima che ho costruito :)

Didattico in quanto voglio sperimentare le tecniche di liuteria che ho imparato curiosando nei libri, forum e video sul web.

Nasce come una chitarra classica, ma il mio progetto prevede la commutazione in una acustica.

Ma iniziamo dalla descrizione dello stato attuale.

Chitarra

Il battipenna nero che vedete, è in realtà un “cerotto” che copre (malamente) una spaccatura sulla tavola armonica.

Battipenna

Il retro da qualche indizio sui miei gusti musicali adolescenziali e giovanili, ma sopratutto sulla grossolanità delle mie riparazioni.

Fondo

Ma quello che sembra senza speranza, è la paletta:

Paletta RetroPaletta Front

Fondo, piano armonico e tastiera sono di infima qualità oltre che mal ridotti. Insomma, quello che rimane sono il manico e le fasce (opportunamente sverniciati):

Fasce e manico

In effetti sarebbe meglio iniziare da zero,  però con qualcosa che sta a metà tra romanticismo e ostinazione inizio a progettare il mio lavoro.

Con i limiti che ha la conversione di una classica ad una acustica, mi sono ispirato a un template di una Gibson L 00 trovato in rete:

Gibson L 00

Vi sembra un disastro? Vi assicuro che è peggio :) . Per motivi logistici procederò lentamente ma pubblicherò le evoluzioni di volta in volta.

Leggi la parte II

Anni 30 – Non un decennio, ma una generazione

16 Oct

Anni 30 nel sound, 30 anni nella semantica.

Questo brano riprende musicalmente il Delta Blues dei ’30.  In quegli anni, da rurale il blues  stava per diventare urbano e i vocalizzi melodici si fanno da parte per dare spazio alle parole ritmate, che con gli anni, andranno a finire nel RAP, altro genere di denuncia sociale ed emarginazione.

Proprio questa radice musicale, mi è sembrato particolarmente adatto l’accostamento della musica al testo.  Nel brano, in ogni strofa un trentenne si descrive, in un modo che sta a metà tra una scheda segnaletica e una biografia.

Non aggiungo altro. Buon ascolto.

(per ascoltare clicca qui)

Una semi-serenata

01 Jul

Dicevano i latini:

Excusatio non petita, accusatio manifesta

Uso questa locuzione per anticiparvi che so che il brano che sto per raccontarvi è “poco impegnato” per usare un eufemismo.

Tuttavia ho voluto pubblicarlo, in quanto mi è sembrato un brano simpatico, non tanto per la storia che racconta, ma per quella che non racconta. A volte le canzoni raccontano più di una storia, una è più o meno esplicita nelle parole del brano, altre sono di contorno e spesso non sono meno importanti. Ad esempio il contesto storico di un brano, il fatto che sia dedicato a qualcuno in un particolare momento, la fonte di ispirazione ecc.
La storia celata di questo brano, riguarda la sua nascita.

Semi serenata

Era una domenica mattina (credo) di un paio di anni fa. Piero, un mio Amico, mi venne a trovare a casa raccontandomi di aver conosciuto una ragazza di cui si era invaghito. Tra i particolari del suo racconto, mi narrò del regalo che le aveva fatto: una pianta. Era rimasto perplesso dalla discussione col fioraio. Nel momento di pagare, chiese al fioraio se fosse una pianta grassa, in quanto la destinataria del regalo aveva scarso pollice verde o poca voglia di innaffiarla. Il fioraio, lo liquidò con un:

“ehm… si… è una pianta semi-grassa”

Ragionammo sul prefisso “semi”, che si può affibbiare a qualunque cosa per dire tutto e il contrario di tutto. E’ un po’ come se gli avesse detto che era una pianta “diversamente grassa”.

A questo punto, mi convinse (o costrinse :) ) a scrivere insieme una canzone “spiritosa” per potere conquistare la ragazza.
Devo ammettere che l’approccio è stato frettoloso/bislacco, tuttavia ho trovato il risultato simpatico, per entrambe le storie che racconta, e poi, per autocitarmi:

Bisogna prendersi poco sul serio per non sembrare ridicoli

Così decisi di inciderla, e insieme al mio amico Marco, che oltre a occuparsi dell’aspetto tecnico audio, ha suonato basso e percussioni. La sessione di incisione è stata lunga a causa dei suoi e miei molteplici impegni, ma questo è il risultato.

Buon ascolto.

PS: Quando abbiamo finito di eseguirla, si è definita: semi commossa :)

 

Disperato eretico stomp(box)

09 Sep
Bradz Stompbox

Bradz Stompbox

Prendendo in prestito un po’ di titoli dalle canzoni di Dalla e di Caparezza per parlare della mia nuova attività.

Sto parlando della costruzione di stompbox artigianali.

Come leggerete dal link, sono delle percussioni piuttosto semplici spesso usate dai one man band, o comunque da musicisti che suonano generi in cui è richiesta la presenza di pochi membri (come appunto il delta blues, di cui mi sto appassionando ultimamente [qualora non si fosse capito :) ])

Dopo aver costruito la mia CGB, mi sono incoraggiato e entusiasmato nella creazione di strumenti musicali. Visto che la mia amica Martina ne aveva bisogno, ho iniziato a costruirne una per lei. E da li mi è balenata l’idea di farle in serie e di venderle, su ebay o on line in genere. Ovviamente non mi interessa più di tanto il guadagno, è un hobby :)

Sto iniziando a studiare i primi prototipi che presto vi farò sentire.

Intanto vi faccio vedere solo il prototipo di cui sopra:

Martina Bradz Stompbox

Martina Bradz Stompbox

“Ovviamente” sto anche realizzando un sito web pre promuovere l’attività (altrimenti che eclettico sarei…)

Bradz Stompbox website

Inoltre sto coinvolgendo il mio amico Marco, per poter produrre qualcosa di più sofisticato. Ma di questo vi anticipo poco altrimenti vi rovino la sorpresa 😉

Costruire una Cigar Box Guitar – Parte V Montaggio, prova e conclusioni

13 Aug

Iniziamo ad aggiungere le decorazioni finali:  un po di nero nei bordi interni dell f  del corpo e  i dot nel manico:

Poi passiamo allo schema elettrico:

Inseriamo il piezo in un quadrato di cartone:

Aggiungiamo degli spinotti per rendere più agevole l’apertura dello sportellino:

E installiamo tutto l’impianto:

Dopo l’ultima passata di pasta abrasiva per dargli un effetto vintage,  assembliamo il resto:

Infine sentiamo come suona:

Conclusioni

L’esperienza è stata interessante e divertente. Consiglio a tutti di provare, ma con qualche accortezza che ho appreso con questa esperienza, o che questa esperienza ha confermato:

  • Non avere fretta e documentarsi bene. Questa guida che ho fatto è solo un’esperienza ma non è sufficiente.
  • La liuteria è un processo che si perfeziona di volta in volta, non esiste un’unica ricetta per la chitarra perfetta e ognuno può spaziare, sperimentare e migliorare.
  • Se si vuole verniciare la CGB, usare vernice nitro o poliuretanica. Ho voluto sperimentare gli smalti e ho capito perchè non vengono usati: sono brillanti, ma hanno alto rischio di colature e si asciugano lentissimamente rispetto alle nitro, ciò rende anche lento, faticoso e imperfetto correggere gli errori. Oltre a problemi di timbrica dello strumento.
  • Per il manico è meglio usare un legno più duro di un abete.
  • Bisogna cercare uno stucco del colore del legno o similare, piuttosto che un bianco come ho usato io, sopratutto nelle parti che bisogna lasciare trasparenti.

Il tempo di realizzazione (escludendo i tempi di asciugatura della vernice) sono stati di circa 6 giorni. Il settimo giorno mi sono riposato, come ha fatto uno famoso.. mi pare fosse Chuck Norris… :)

Parte IV

Costruire una Cigar Box Guitar – Parte IV La verniciatura

07 Aug

La verniciatura in generale, non è una pratica usuale per una CGB, visto che di solito si tratta di strumenti piuttosto rudimentali.

Ma ho già spiegato la filosofia di questa guida passo passo, cioè quella di creare un oggetto simpatico ma sopratutto di affrontare al costruzione di uno strumento da zero, per vedere accortezze e difficoltà.

Fermi tutti!

Verniciare? Non se ne parla neppure… C’è un passo importante che avevo trascurato. A questo punto tocca montare la chitarra e vedere se tutto funziona correttamente, perché una volta verniciata modificare il legno significa rifare tutto da capo.
Se solo l’avessi verniciata senza prima montarla, avrei fatto un bel complemento d’arredo, ma sicuramente qualcosa di insuonabile.
Difetti riscontrati da correggere:
  1. L’action era alta quanto il diametro di Giuliano Ferrara dopo il pranzo domenicale
  2. Le corde non aderivano al bloccacorde.
  3. Il capotasto era troppo inclinato.

Ho dovuto:

  1. Limare l’alloggio del ponte
  2. Rifare il bloccacorde da capo (meno male che mi era rimasto un pezzo dell’alimentatore per PC…)
  3. Limare la paletta.

In pratica un’altra giornata di lavoro.

Per quanto riguarda le corde, ho fatto due prove, la seconda con un esito decisamente migliore.

Considerando che la scala e il diapason sono più corti, e il fatto che si tratta di legni piuttosto morbidi, ho preso una muta di corde di bronzo 0.10.

Nel primo tentativo ho montato le corde dal Si al La ( 0.14, 0.23, 0.30, 0.39 ).

Ma le corde erano troppo tese e bastava tirarle un po’ perché si alzassero di mezzo tono, impossibili da suonare se non con lo slide, era sufficiente una nota suonata “non a vuoto” perché stonassero.

La seconda volta è andata meglio, ho provato ad aggiungere il cantino e a togliere il La (0.10, 0.14, 0.23, 0.30).

Adesso non ci sono stonature e le corde sono più morbide.

Mi sono limitato a rendere lo strumento settabile in un secondo momento e ho effettuato il grosso delle regolazioni.

Successivamente sono passato finalmente alla…

Verniciatura

Per prima cosa ho passato un turapori nitro con relativo diluente.

Gli effetti non sono visibili, ma vi assicuro che, una volta carteggiato, a tatto il segno sembra essere diventato marmo.

Dopo averla resa liscia con la carta vetrata, iniziamo a passare la prima mano di colore a spruzzo.

L’effetto che vorrei ottenere è il sunburst. Per fare questo mi servirebbero tre colori nitro. Tuttavia avendo già degli smalti a casa, ho preferito usare quelli, ho solo acquistato il trasparente nitro per la verniciatura finale.

Questi mi ha permesso di capire perché vengono usate le vernici nitro piuttosto che gli smalti comuni. Gli smalti sono brillanti, ma ci mettono troppo ad asciugare inoltre è più facile sbagliare. Ho voluto fare quello che tutti i liutai vietano per capire il perché la nitro (o anche la poliuretanica) è meglio dello smalto.

Ecco il risultato della prima mano di giallo ocra diluito:

Poi bordeaux diluito (il rosso scuro col giallo da un effetto arancione, un rosso chiaro avrebbe dato un colore simile al fuksia):

Dopo aver passato il nero:

Successivamente, dopo aver passato il trasparente (anche sulle parti precedentemente incartate, e cioè tastiera e ponte), lucidiamo tutto con la pasta abrasiva.
Nella prossima parte concludiamo con il montaggio e la prova.

Costruire una Cigar Box Guitar – Parte III Tasti e alloggi per le corde e altri particolari

04 Aug

 

I tasti

Dopo aver bagnato i tasti con la colla, li inseriamo con il martello di gomma. La scorsa volta avevamo già preparato gli alloggi per i frets, ma qualora servisse si possono ulteriormente allargare con la carta vetrata piegata.

Una volta asciutta la colla li tagliamo con le tenaglie e le arrotondiamo con una lima.

Il ponte

Ho usato un pezzo di legno un po’ più duro per fare il ponte e l’ho modellato perché vi entrasse il ponticello in plastica.

Successivamente l’ho incollato al corpo, analogamente come fatto per il manico:

Il bloccacorde

Per farlo ho usato il metallo ricavato da un alimentatore di un vecchio PC. Con lima, smeriglio e flex…

 

Dettagli vari

Infine qualche particolare.

I buchi per: il potenziometro, il jack, i reggifascia (una piastra di rinforzo per quella anteriore), e per le viti delle meccaniche:

 

 

 

Dopo aver messo eventualmente dello stucco per correggere le imperfezioni, possiamo scartavetrare bene e passare alla fase successiva: la verniciatura.

Parte II

Parte IV

Umili Liriche

musica, appunti e riflessioni sull'universo conosciuto